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100Km del Passatore - Trittico di Romagna







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La 100km

di Emilia Morlacchi


Sabato 28 maggio 2005 ore 6.00 partiamo, Sergio ed io per Firenze.
Siamo troppo in anticipo, lo sappiamo, ma è da tanti mesi che aspettiamo questo giorno e non vediamo l'ora che inizi quest’avventura perciò, dopo aver caricato in macchina la bicicletta e la borsa sportiva con tutto l'occorrente, partiamo alla volta di Firenze.
La preparazione a questa "impresa" si è svolta per fortuna senza intoppi, senza dolori, senza infortuni e con molta determinazione.
La tabella degli allenamenti è stata fatta da mio figlio Stefano, alla sua prima esperienza come allenatore dei Master, mettendo a frutto quello che sta studiando in università dove frequenta il corso di laurea in Scienze Motorie e dello Sport.
Sono fiduciosa, fino ad ora è andato tutto bene, mi prefiggo "solo" di terminare la gara e di dimostrare a me stessa che non sono l'ultima "tapasciona" del gruppo; Intorno a me vedo crescere grande interesse per quello che sto facendo e non voglio deludere i tanti amici che tifano per me.
E poi voglio confermare a Stefano che il suo lavoro è prezioso e che è sulla buona strada mentre mio marito è più gasato di me tanto che nei giorni precedenti la gara si è collegato decine di volte al sito ufficiale della corsa per "spiare" le avversarie, contarle, dividerle per categoria, controllare i tempi che avevano fatto nelle passate edizioni, confrontarle con i tempi fatti da loro nelle maratone.
Alla stessa gara è iscritto anche Paolo Fastigari che tenta di battere il suo record personale dell'anno precedente che già era un ottimo 10.14.55 Paolo, seguito da due amici, "Gigi" e "Stefano", partirà fra circa un'ora; Lui ormai è un veterano di questa gara e riesce a stare più tranquillo e rilassato mentre io e anche Sergio abbiamo paura che un qualsiasi piccolo impiccio (coda in autostrada, gomma bucata ecc..) possa far fallire l'impresa e quindi decidiamo di partire (molto) presto.
Abbinata alla 100 km c'è anche una gara denominata "Trittico delle ceramiche" la cui classifica finale viene fatta sommando i tempi fatti in 3 gare diverse, la prima gara è questa 100 Km, la seconda è la mezza di Faenza mentre la terza gara è la maratona di Firenze, ed è proprio vedendo i tempi dell'anno scorso fatte dalle mie avversarie che Sergio mi ha convinto ad iscrivermi al trittico. Vedendo i valori in campo e confrontandoli con i tempi che ho sulla mezza (1.47.38) e sulla maratona (3.48.20), si pensa che possa classificarmi attorno al 7°/8° posto, l'incognita è la 100 Km. Sono un po’ pazza… me lo dicono tutti e per non deluderli sarò pazza fino in fondo.
Partiamo quindi e mentalmente passo in rassegna tutto quello che ho messo nella borsa, il completo da gara c'è, le calze ci sono, ricambi di vestiario ok, le scarpe ci sono (mi sono portata persino un paio di scorta) i comp-aid anche, gli integratori ci sono ed anche i fichi secchi che ho scoperto molto nutrienti e digeribilissimi.
Ripenso ai mesi di allenamento con quelle mie uscite in solitaria (nessuno voleva fare con me così tanti Km), ripenso alle fatiche del dovermi allenare 6/7 volte la settimana, ripenso alla sequenza di maratone fatte come allenamento, ripenso alle decine di km al giorno, penso che da lunedì potrò riposarmi un poco visto che nelle ultime sette settimane sono stata ferma solo tre giorni.
Però sono contenta, mio marito e mio figlio ultimamente mi coccolano più del dovuto, gli amici mi stimano e mi ammirano, e chi se ne intende veramente (Lucio per primo) mi apprezza; Velocemente attraversiamo la pianura padana, a Bologna iniziamo a risalire gli appennini e vedendo le montagne penso alle tante gite fatte con in spalla lo zaino, con i figli e gli amici, sulla neve o sotto il sole cocente, gite brevi da due o tre ore, o lunghe anche 10/12, ripenso alla traversata dei Pirenei, a quella della Corsica con quelle tappe lunghissime anche 12 ore portando uno zaino da 15 chili, alle ferrate in Dolomiti, e sempre la voglia di andare.. andare.. andare..
Ripenso al Bobo che per scherzo un giorno del 1998, durante una gita in montagna, propose a me e a Sergio di aggregarmi all'Atletica Nervianese per correre la mezza maratona di Firenze; "Sei matto? sono 21 km, non ce la farò mai", disse mio marito, "certamente" risposi io con convinzione spiazzando tutti (anche il Bobo). Da quel momento fummo coinvolti nell'avventura (anche mio marito accettò la sfida) e ricordo e ringrazio Enrico per quella prima tabella di allenamento (fino ad allora pensavamo che bastasse solo correre). In tutti quei mesi non ci fu il minimo intoppo mentre Sergio cominciò la sua serie di infortuni che ad oggi non è ancora conclusa; Mi accorsi di essere forte più che veloce e che i tanti anni di cammino in montagna avevano contribuito a tale stato di forma; Cominciai a conoscere anche i vari personaggi che girano attorno all'atletica Nervianese, già conoscevo Bobo ed Enrico, si aggiunsero tutti gli altri che ben presto divennero amici con la A maiuscola.
Il giorno della gara a Firenze ero nervosa come ora, 21 km erano tanti, chissà cosa sarebbe successo ed invece andò tutto bene, la città era in festa, gli amici erano dei compagnoni, la corsa fu bellissima, nessun problema fisico.. anzi.
E adesso si ritorna a Firenze; Mi porterà ancora fortuna questa città? Io ho fatto il massimo possibile ma 100 km sono tanti. Sorrido pensando ai 21 di qualche anno fa.
Sergio mi ricorda che non ho avuto il minimo problema fisico anche l'altra volta che ho affrontato la 100 km del Passatore, è vero, me lo ero quasi dimenticato che non è la prima volta per me su questa distanza ma allora eravamo giovani sposini (nel 1979) ed abbiamo fatto l'intero percorso tutto camminando, senza mai correre e senza aver fatto allenamenti sulla distanza, nonostante ciò finimmo in 19 ore e 48 minuti… che porti buono davvero per me questa città?
Siamo in forte anticipo, Sergio telefona al Gigi che ci segue con l'altra macchina e concordiamo di trovarci ad un'area di servizio in vista di Firenze.
L'attesa è lunga ma gradevole, il sole è già alto e caldo, vedo la pianura toscana già avvolta dall'afa e penso con terrore al gran caldo che farà a Firenze; Non sopporto il caldo, sudo maledettamente e faccio fatica a respirare quando la temperatura sale anche di poco, viceversa nel freddo sono a mio agio, ripenso alle montagne imbiancate di neve, ai ghiacciai delle tante gite fatte col CAI, ai sentieri nell'ombra dei boschi, alle salite sul monte Rosa anche in mezzo alla tormenta, ma anche alle corse campestri del trofeo Monga che si corre in pieno inverno su terreni ghiacciati, con canottiera e pantaloni corti e mai, dico mai ho avuto freddo, il caldo invece mi sconvolge.
Mentre aspettiamo, Sergio chiama gli amici di Fusignano annunciandogli l'arrivo a Faenza dell'Emilia per la mattina successiva; Lo avevano intuito che la loro amica "matta" avrebbe di nuovo tentato l'avventura. Dato che siamo fiduciosi che Emilia non cede ed arriva alla fine, e dai calcoli fatti dovrebbe metterci 14/15 ore chiedono di sapere a che ora possono venire in piazza del Popolo a Faenza a ricevere la loro amica nella loro terra. Concordiamo per le ore 5 - 5,30 del giorno successivo.
Dopo più di un'ora (l'ho detto che eravamo in anticipo) arriva Paolo scortato da Gigi e Stefano; E' festa, ci sembra di essere al primo giorno di ferie, battutine e battutacce si sprecano, dopo qualche minuto ripartiamo per Firenze.
Usciamo dall'autostrada, entriamo in città, cerchiamo di avvicinarci il più possibile al punto della partenza e scendiamo dalle auto in piazza della stazione di Santa Maria Novella; Ma che caldo fa a Firenze? Siamo matti? Si deve correre con questo caldo? Dopo gli auguri di rito Paolo ed io lasciamo Sergio, Gigi e Stefano e, dopo aver preso il minimo necessario, con la borsa in spalla ci avviamo al punto di ritrovo. Attorno a noi stormi di turisti giapponesi sorridono mentre ci vedono passare in pantaloncini corti e canottiera sportiva ma, a mano a mano che ci si avvicina altri "atleti" si affiancano a noi ed entro così nel "clima gara" assieme a tutti.
In piazza l'atmosfera è festosa, c'è chi ritrova l'amico/avversario dell'anno scorso, chi sfotte e chi si lascia sfottere, tutti si dicono impreparati, tutti con acciacchi vari, il "non so se quest'anno finisco" è all'ordine del giorno, ma anche "io mi ritirerò sicuramente dopo di te" ravviva quel senso di sfida fra vecchi amici, il caldo nel frattempo aumenta.
Andiamo a ritirare i pettorali, cerchiamo un posto per mangiare qualcosa di leggero ma sostanzioso e troviamo un ristorantino dove ordiniamo della semplice pasta all'olio e dell'insalata.
L'adrenalina sale al massimo quando ci si ritrova in tanti sotto i portici di piazza della Signoria per aspettare l'ora della partenza fra chi prova e riprova l'allacciatura delle scarpe, chi sistema i cerotti sui capezzoli, chi non smette di spalmarsi di crema, chi controlla nervosamente il cronometro da polso e chi giochicchia nervosamente tenendosi in bocca la collanina.
E' ora di iniziare il riscaldamento ma perché riscaldarsi? Siamo già stracaldi col sole che picchia e l'afa che c'è, e poi, avrò il tempo di riscaldarmi sul percorso partendo molto piano; Mi ritornano in mente i consigli di Vito, un altro amico podista che negli anni scorsi ha portato a termine il passatore, il quale mi ha consigliato di partire adagio, anzi molto adagio, anzi più adagio ancora di adagio ed ho intenzione di ascoltarlo col caldo che fa.
Intanto Sergio, Gigi e Stefano hanno imbucato la strada che faremo in salita verso Fiesole e si fermano al km 10 a rinfrescarsi un po’ all'ombra di un albero commentando con ansia ed apprensione mista ad entusiasmo; Fa molto caldo, la salita è impegnativa ed è posta subito alla partenza, mah.. ; Riprendono il viaggio e salgono alla Vetta Le Croci al Km 18 ed a 518 mt. di altezza, è mezzogiorno, il caldo quassù è minore, non c'è afa, ma fra 5 ore quando passeranno i campioni? Per ingannare l'ansia decidono di entrare nella trattoria lì vicina e… fra crostini toscani, pastasciutta al sugo di cinghiale, tagliata fiorentina, vino (buono) ed acqua (poca) commentano l'avventura da poco iniziata. Ma il tempo passa velocemente e bisogna anticipare la chiusura delle strade fino a Borgo S.Lorenzo prevista per le ore 14, pertanto dopo aver scaricato una bicicletta ed aver salutato Gigi che aspetterà i nostri in cima al passo si avviano verso il km 35 dove aspetteranno la corsa.
Manca mezz'ora alla partenza prevista per le ore 15 ed il clima si fa veramente infuocato in Piazza della Signoria a Firenze, siamo in 1600, siamo accaldati e fa un caldo terribile al sole, siamo ansiosi di partire e nello stesso tempo siamo pieni di dubbi; Ripenso ai mesi di preparazione, ai lunghi, alle ripetute, ai lunghissimi, ed al lunghissimo più lungo in assoluto fatto in 6 ore in una radiosa e calda mattina di maggio, ripenso ai km percorsi ogni settimana (fino a 136) ed alle due paia di scarpe usate in alternanza, oggi ho deciso che parto con le Asics CAMPUS ma Sergio ha di scorta in macchina le Asics ENHANCE per qualsiasi evenienza.
Dopo un breve (brevissimo) riscaldamento mi avvicino alle gabbie per la partenza, Paolo vorrebbe che andassi con lui un po’ più avanti ma non me la sento, il mio posto è qui, fra i tapascioni, ci scambiamo le ultime parole di incoraggiamento, ci salutiamo, lo vedo allontanarsi e mi mischio con la massa, mi sento in gara con l'adrenalina alle stelle.
Qualche minuto di attesa con lo speaker che incoraggia tutti, presenta gli atleti migliori e spiega ai tanti turisti presenti in piazza la "pazzia" che noi, in 1600 stiamo compiendo. Uno sparo, un’ovazione dal pubblico e con il cuore a mille si parte; Per quanto tempo e quante volte ho atteso questo momento? Fino ad ora è andato tutto bene, speriamo… so che Firenze mi porta fortuna.
Ci avviamo prima lentissimamante a causa del gran numero di partenti poi, dopo qualche centinaia di metri e dopo che si sia formato fra di noi un certo spazio, prendo il ritmo che penso possa andare bene; Dopo circa cinque chilometri fatti in centro città con un caldo ed un'afa che tolgono il fiato (il termometro registra 32 gradi), lasciamo Firenze situata a 65 metri sul livello del mare e iniziamo la salita verso Fiesole situata al km 10 e a 295 metri di quota e la Vetta Le Croci (km 18 e 518 mt), occorre stare calmi, vedo gente che mi sorpassa a velocità quasi doppia ma occorre dosare bene le energie, la gara è lunga e ripenso sempre alle parole di Vito… ga voeur andà dasi, ansi dasi dasi, ansi pusè anmò da dasi dasi, e col caldo che fa l’ascolto volentieri perché a me non piace correre in tali condizioni.
Una nota positiva viene dalla gente lungo il percorso che ci incita in continuazione e dai proprietari delle case lungo la strada che dispongono canne con l'acqua affinché ci si possa rinfrescare ogni tanto perché fa veramente caldo mentre arranchiamo in salita; Dopo Fiesole la salita diminuisce di intensità e per fortuna la strada inizia ad essere affiancata in alcuni punti da grossi alberi e vedo che tutti (me compresa) cercano disperatamente l'ombra sul lato della strada.
Sin dal primo ristoro decido di prendere da bere e qualcosa da mangiare e fra il ben di dio presente sui tavoli scelgo acqua naturale e banane.
Ci avviciniamo ai 21 km; Un tempo rappresentava la fine di una gara ora invece rappresenta solo la fine della fase di "riscaldamento", sorrido e rimango concentrata mentre vedo Gigi che mi viene incontro in bicicletta, mi chiede se va tutto bene, mi dice che Paolo è già passato da qualche tempo e rimane con me fino in cima alla Vetta le Croci dopodiché, iniziata la discesa, mi lascia e va a raggiungere Paolo, "in bocca al lupo, ci vediamo a Faenza" grida mentre senza pedalare acquista una gran velocità nella bellissima strada tutta in mezzo ai boschi in direzione di Borgo San Lorenzo.
Ora siamo in discesa ma non devo accelerare anzi… devo stare attenta a non sforzare per non compromettere ginocchia, tendini e caviglie ma tiro il fiato, ormai sono passate le 5, la strada è in discesa e parzialmente in ombra grazie agli alberi e siamo a 500 mt di quota, in collina e un po’ più al fresco.
Nel frattempo Sergio e Stefano sono appostati all'ombra di un bellissimo viale al km 35; è da almeno 3 ore che aspettano e, per ingannare l'attesa, con la bicicletta Sergio ha esplorato faticosamente (ci sono solo strade in salita) i dintorni; Sono in tanti ad attendere la corsa e assieme a decine di accompagnatori ci sono anche gli abitanti del posto che, una volta l’anno, non perdono l'occasione per vedere da vicino questi "mostri" provenienti anche dall'estero. Passa la staffetta di inizio gara, poi l'auto dei giudici e s’inizia a veder transitare i primi concorrenti, dapprima passano alcuni disabili sui cicloni, tutti applaudono ed incitano questi "eroi" che reagiscono con gran coraggio alla sfortuna che li ha resi inabili poi, poco staccato, il primo podista. E' un Ucraino e sembra volare, radio corsa annuncia un vantaggio di 17 minuti! Pazzesco, ma… o è un fenomeno lui o sono brocchi gli altri oppure ha sbagliato i calcoli ed è partito troppo veloce.
I commenti si sprecano fra i presenti, quasi tutti sono amanti della corsa e qualcuno ha anche dei buoni tempi sulla maratona perciò sembra di essere in famiglia e chiacchierando il tempo passa velocemente.
Dopo appunto un quarto d'ora passano 3 atleti, poi 1, poi altri 2 e via via gli altri, che vengono tutti calorosamente incitati, Sergio prende la bicicletta e viene incontro a Paolo ed a me ma la strada è in discesa e pensa a quando dovrà farla al contrario, in salita ed ha la bicicletta senza il cambio; Si fermo dopo circa un km all'inizio di una discesa più ripida ed aspetta, passa un concorrente e gli chiede acqua, per fortuna ha una piccola scorta nel cestino delle bicicletta e gli allunga una bottiglietta da mezzo litro, si scusa perché non è fresca ma lui ringrazia ugualmente con un luminoso sorriso e se ne va. Arriva il Paolo accompagnato da Gigi, è strano, sofferente, la pubalgia che lo ha costretto a modificare le ultime settimane di allenamento lo sta torturando, lo vede sfiduciato ma è il solito Paolo abituato a scherzare su tutto ed assieme a loro riparte in direzione di Stefano che attende vicino alle macchine.
"Emilia sta bene" dice Gigi, "veniva su senza problemi al 20° km"; Ci credono, mi conoscono e sanno che almeno fino al 65° posso farcela, è il caldo che mi stronca ma per fortuna il sole comincia ad abbassarsi e la temperatura anche.
Paolo si ferma un po’, beve qualcosa, e riparte dicendo "tento.. vedo se va"; nel frattempo Stefano e Gigi si scambiano il mezzo di trasporto e Stefano parte in bicicletta (col cambio) seguendo Paolo, ora anche per il ciclista la strada è dura in quanto da qualche km si sta salendo verso il Gran Premio Della Montagna a 913 mt.
Si salutano "a Faenza, ciao" e Sergio resta solo ad aspettarmi; Man mano che passano i minuti si sente coinvolto in pieno nell'avventura e non riesce a star fermo, decide di scendere fino a Borgo S.Lorenzo, pensa alla discesa ripida che dovrà rifare in salita con la bicicletta senza cambio ma che importa! Stare vicino alla sua Emy per aiutarla merita questo sforzo, scende adagio senza perdere di vista tutti i concorrenti che arrancano in salita, sono tanti adesso e corrono sui due lati della strada per questo deve stare attento per individuarmi, sarebbe un vero casino se mi lasciasse passare senza vedermi, non mi ritroverebbe più in mezzo a tanti.
Scende fino a Borgo e si ferma ad un incrocio all'uscita del centro storico, ci sono tanti vigili in giro che tentano di calmare gli automobilisti che si trovano la strada bloccata dai concorrenti; Ora sono davvero in tanti, un serpentone continuo e colorato che, uscendo dal paese, arranca sulla prima salita, vede volti tesi e concentrati, siamo al km 33 e la corsa inizia adesso, con la terribile salita per scavalcare gli appennini.
Km 33, di solito è il punto di volta della maratona, chi è arrivato senza aver dato fondo alle riserve, prova a tenere gli ultimi 10, chi ha esagerato… crolla prima della fine; Aspetta un po’ e mi vede arrivare (anzi sono io che lo vedo per prima) , "ciao, come va?" mi chiede ed io "bene, ma che caldo!" mi chiede se ho avuto problemi e dalle mie risposte a monosillabi "no", "si", capisce che sono la solita Emy che in gara non vuole essere disturbata per rimanere concentrata e si affianca in bicicletta mentre iniziamo la salita.
Mentre scendeva verso Borgo aveva visto che vicino ad alcuni casolari lungo la strada i proprietari delle stesse avevano messo delle canne con l'acqua per potersi lavare e rinfrescare, inutile dire che adesso, in salita, tutti (ma proprio tutti) visto che si boccheggia dal caldo ne approfittano della situazione e benedicono quella boccata di frescura; Intanto la strada sale notevolmente fino al km 35 per poi salire più dolcemente fino al 40, io procedo con calma mentre invece Sergio arranca a fatica con la bicicletta senza il cambio.
Raggiungiamo il punto dove ha lasciato la macchina e mi fermo un attimo per sciacquarmi la bocca e per mangiare qualche fico secco, "sai che fin'ora ho mangiato solo banane?" dico, "faranno bene visto come vai" risponde lui mentre riparto in leggera salita verso Ronta. Mi lascia andare, prende la macchina e si avvia anche lui piano piano e stando molto attento ai concorrenti che ora sono più fitti e viaggiano sui due lati della strada, mi sorpassa e si ferma dopo Ronta al km 41, scarica la bici e ritorna indietro; Mi ritrova al ristoro del km 40 e indovinate cosa sto mangiando? Banane! Bevo e riparto per quella che in assoluto è la parte più faticosa (ma anche la più bella) del percorso, salita abbastanza ripida in mezzo ai boschi fino a raggiungere il passo della Colla.
Nel frattempo telefona Stefano annunciandoci che Paolo è stato male ed ha deciso di fermarsi e ci spettano al km 42. Peccato davvero dover rinunciare dopo tanti mesi di preparazione, mi dispiace per Paolo che raggiungo poco dopo e che con Stefano e Gigi mi fanno festa. Gigi intanto, desideroso di studiare il percorso e vedere da vicino le sensazioni che si provano propone di dare il cambio a Sergio seguendomi da vicino; Sergio accetta di buon grado tantopiù che avendo la bici senza il cambio non prevedeva di fare la ripida salita fino al passo della Colla, concordiamo di ritrovarci in cima, al km 47 e ci separiamo nuovamente.
Io intanto procedo col mio solito passo, leggermente più lento visto che siamo in forte salita, ma molto redditizio e man mano che passano i km sorpasso concorrenti a decine, la strada è bella, in mezzo ai boschi e di fianco al torrente, il sole è molto basso e non dà più fastidio, ma la pendenza in alcuni punti è molto forte e si suda abbondantemente.
Gigi è strabiliato da quello che vede, quasi tutti i concorrenti ora camminano invece di correre, solo io con alcuni altri (pochi) continuiamo col nostro passo di corsa reso ovviamente più lento e pesante dalla forte pendenza, i tornanti si susseguono ed i sorpassi non si contano più, la salita è lunga, sembra non finire mai ma nello stesso tempo mi diverto a sorpassare gli altri; Ricordo che anche 27 anni fa, pur camminando velocemente, Sergio ed io sorpassavamo concorrenti a decine, forse non sono invecchiata da quei tempi; Ancora pochi tornanti e siamo in cima, finalmente si scollina.
Ormai è sera, non fa più caldo anche perché siamo a quasi 1000 mt. ed è il momento di fare una prima analisi di quanto fatto: Guardando i km sono quasi a metà gara ma la parte più faticosa è passata, ho gia fatto un dislivello totale in salita di 1171 mt. (453 da Firenze alla vetta Le Croci e 718 da Borgo S.Lorenzo a qua), d'ora in avanti c'è solo discesa e pianura ma… altri 50 km non sono uno scherzo e devo stare concentrata.
Al passo ritrovo Stefano e Paolo che mi incoraggiano e mi danno una maglia di ricambio da mettere sotto alla "gloriosa" canottiera dell' U.S.Nervianese perché la temperatura è decisamente più bassa. Scendo decisamente e velocemente verso il paesino di Casaglia, ormai è quasi buio ma la strada continua ed essere bella così com'è in mezzo al bosco, ricordo le tante gite in montagna e la gioia che mi ha sempre procurato il passare in mezzo all'ombra dei boschi, ora non è la stessa cosa ma sono contenta lo stesso; Nel frattempo Gigi è salito in macchina e Sergio, dopo aver lasciato la sua a Casaglia è risalito in bicicletta fino al km 50, lo trovo ed assieme scendiamo al paesino.
Casaglia me lo ricordo bene perché l'altra volta (nel 1979) al rifornimento in centro al paese mi avevano offerto una torta di riso veramente squisita, a quei tempi andava bene così ma ora devo stare attenta a quello che mangio e bevo; Prendo un succo di frutta e per la prima volta mi sforzo di mangiare qualcosa di diverso dalla solita banana, scelgo del pane e marmellata e poi via, di corsa.
Nel frattempo Sergio ha iniziato a cronometrare i passaggi ogni 10 km e ad inviare i tempi agli amici via SMS tenendoli svegli tutta la notte, al KM 50 passo in ore 6,28, non male… penso.
La strada ora è nel buio più completo, la notte è senza luna e tutti i concorrenti portano appese alla cintura o sul braccio o sulla caviglia delle piccole lucine multicolori lampeggianti; Sembriamo un grande albero di Natale che cammina, ma occorre stare attenti, non riesco a vedere bene dove metto i piedi, ed è facile prendere una storta mettendo il piede su un sasso o in una piccolo avvallamento dell'asfalto.
Per fortuna mi raggiunge Sergio che, con la luce della bicicletta, risolve anche questo problema. Stefano e Paolo intanto mi salutano e decidono di avviarsi verso Faenza mentre Gigi rimane a dare il cambio a Sergio ogni 10/15 km.
Ora, complice il buio, non vedendo più nulla intorno, rimango concentrata solo sulla corsa, ogni tanto passo in rassegna i sintomi che vengono dal corpo, piedi ok, polpacci anche, schiena per ora senza dolori, spalle e collo a posto, stomaco va bene, solo stanchezza generale ed una gran voglia di mangiare qualcosa di salato, sono stufa di mangiare roba dolce, ho quasi la nausea.
Si arriva a Marradi al km 65 e dopo il rifornimento in piazza, di cui ne ha approfittato anche Sergio, (d'ora in avanti i rifornimenti "valgono" anche per gli accompagnatori), squilla il cellulare e Sergio che è accanto a me risponde: E' Antonella che vuole informarsi di persona di come stanno andando le cose visto che le segnalazioni via SMS mi danno in forte anticipo rispetto alle previsioni, sento Sergio che gli racconta le ultime novità, siamo al km 67, va tutto bene, e me la passa. Io correndo, la saluto, rispondo con dei monosillabi alle sue domande e solo dopo lei si accorge che sto correndo e mi lascia subito con un augurio.
Al km 75 Sergio e Gigi invertono i ruoli, la strada ora è quasi in piano e la fatica comincia a farsi sentire ma mantengo la concentrazione, la cosa più faticosa è il dover sforzarmi di mangiare qualcosa ai ristori, dalla partenza si susseguono regolarmente ogni cinque km ma ho la nausea nel continuare a mangiare cose dolci.
Sergio intanto si ricorda degli amici di Fusignano con i quali aveva concordato l'incontro in Piazza del Popolo a Faenza per le ore 5/5,30 e li chiama avvisandoli del forte anticipo rispetto al previsto; Adriano è contentissimo, ma conferma comunque la sua voglia di venire all'arrivo nonostante l'orario previsto sia fra le 3,15 e le 3,45.
I km passano, 70, 75, 80, 85, i paesi anche, S.Adriano, S.Cassiano, Strada Casale, Fognano, sono quasi stufa ma mi rendo conto che la meta ora è raggiungibile, ce la posso fare, mancano ora circa 12/13 km, l'equivalente di un giro del WWF, quanti ne ho fatti in passato di questi giri ! E quanti ne farò in futuro ! Con la mente corro a questo bel tracciato nei boschi, nel fresco di una mattina invernale, in mezzo alla natura, e mi accorgo che non fa più tanto freddo, anche se siamo quasi alle due di notte ormai siamo molto in basso e praticamente in pianura, sto sudando ma non voglio cambiarmi per non deconcentrarmi, ormai siamo alla fine… penso.
Sergio nel frattempo continua a cronometrare i passaggi ogni 10 km e mi comunica che sto proseguendo come un orologio svizzero impiegando circa 1 ora e 9 - 1 ora e 12 ogni 10 km, in pratica viaggio in media a circa 7,00 al km, le differenze sono dovute al fatto che il rifornimento a volte è prima del cartello chilometrico, a volte dopo.
Intanto si avvicinano lentamente le luci di Brisighella ed il km 90. Mentre sono ferma all'ennesimo ristoro (e non so più cosa scegliere da mettere sotto i denti) Sergio si ferma a parlare con un responsabile dell'organizzazione che, munito di taccuino, annota per controllo il numero di gara dei concorrenti; Fra una parola e l'altra viene a sapere che non sono più di 200 i concorrenti transitati e che non sa quante donne siano passate ma comunque sono molto poche, forse 7 compresa Emilia.
Riparto e dopo 100 mt. incontro il cartello dei 90 km, coraggio, ormai è fatta penso, arriverò sicuramente, anche se mi succederà qualcosa terrò duro ma non smetterò. Sergio si ferma al cartello dei 90 per mandare i soliti SMS agli amici rompendogli le scatole visto la tarda ora (sono le due di notte), glie lo dico ma lui è sicuro che gli amici apprezzano le notizie della gara e procede nel suo "lavoro".
Fermo a spedire SMS si vede passare prima da una donna, a circa 150 mt di distanza da me ed in seguito da altre due, più giovani, lontane altri 50 mt, riparte, mi raggiunge e mi avvisa sia del fatto che sono la settima donna transitata (notizia poi rivelatasi errata) sia del "pericolo" che corro visto le tre che mi seguono a breve distanza; Essere superata da uomini non mi interessa ma le donne no, non devono passare, eppoi, pensandoci, anche di uomini che mi passano ormai non ce ne sono più. Per quanto riguarda il fatto che ho solo 200 concorrenti davanti a me, semplicemente non ci credo, non è possibile che dei 1600 partiti ne abbia lasciati dietro 1400, qualcosa non quadra oppure… oppure vuol dire che mi sono preparata bene rispettando in pieno le tabelle preparate da mio figlio e che le stesse sono perfette.
Ricordo anche la pazienza di Antonella che si sforzava di insegnarmi la tecnica e che mi preparava le prime tabelle per le corse campestri, le prime mezze e le prime maratone, ricordo anche la prima tabella in assoluto, quella preparatami da Enrico per la prima mezza maratona di Firenze nel lontano 1998. Col pensiero chiedo scusa a Enrico e ad Antonella se ora ho cambiato allenatore ma credo che aver dato fiducia a mio figlio sia la cosa migliore, e so che per questo fatto non se la prenderanno.
Già, Firenze 1998, quanto tempo e quanti km percorsi da quella data e quanti gia fatti oggi partendo appunto da quella città che, mi rendo conto sempre di più, a me porta fortuna.
Cerco di concentrarmi sugli ultimi km, i concorrenti sono molto più radi e mi capita di superarne alcuni che camminano, altri invece che alternano corsa e cammino, c'è uomo in particolare, curiosamente con uno zainetto in spalla, che ormai da 20 km attua questa tecnica, corre per un km circa superandomi, poi si mette a camminare finchè io lo supero e quindi ricomincia a correre, nel frattempo devo fermarmi per dei bisogni fisiologici e poco dopo aver ripreso a correre sento che da dietro stanno sopraggiungendo due persone, strano, da tempo ormai non vengo superata da nessuno, vuol dire che ho rallentato? non mi sembra.
I passi sono sempre più vicini, mi si affiancano e mi accorgo che sono due donne giovani, e no!, gli uomini passino pure ma le donne no! Proprio adesso che manca poco al traguardo (7/8 km) e viste le poche donne che mi precedono, decido di resistere, cambio il passo e recupero 50 cm, poi un metro, due, tre, e Sergio poi mi dice di aver visto le due ragazze cambiare a loro volta il passo e rallentare. Sono gasata! mi avevano raggiunto solo perché io mi ero fermata, non avevo rallentato io, avevano accelerato loro dopo che mi vedevano abbastanza vicina, ma adesso… è un'altra gara.
Sullo slancio vado a prendere tre uomini che da ormai parecchi km vedevo correre con la mia stessa andatura a circa 50 mt, risorpasso il tipo con lo zainetto in spalla mentre sta correndo e mi avvio finalmente verso Faenza.
Siamo ormai al cartello che indica la località di arrivo, mancano solo tre km, ormai è fatta, è finita, e Sergio mi avvisa che dietro non si vedono più le due ragazze, sono contenta ma anche stanchissima, ora i 100 km li sento tutti, percorro quel lungo rettilineo che sembra non finire mai ed entro in Faenza.
Sono ormai passate anche le tre di notte, e non si vede in giro nessuno, davanti vedo alcuni concorrenti uomini che camminano, parlano tra di loro ad alta voce e scherzano, mi avvicino, li supero e ricevo i loro complimenti, ormai siamo in centro città, mancano 500 mt e due ragazze all'angolo di una via vedendomi arrivare mi incitano e mi offrono una margherita gerbera; Mi commuovo, so che è finita, ho concluso la scommessa fatta con me stessa, eppoi, la margherita gerbera è il mio fiore preferito, come avranno fatto a saperlo quelle due ragazze? Sono forse delle fatine inviate dal cielo?
Sono stanchissima ma raggiante mentre percorro l'ultimo pezzo di strada prima di Piazza del Popolo e, correndo con la mia margherita in mano vado incontro ad Adriano che con i figli Nicola e Mattia mi attendono all'ingresso della piazza delle "loro" città; E' come se ricevessi il benvenuto ufficiale, li saluto e percorro gli ultimi metri, passo sotto il traguardo e salgo sulla passerella ricevendo la medaglia ricordo… ora si che è finita, scendo dall'altre parte ed una ragazza dell'organizzazione mi chiama rincorrendomi e consegnandomi una seconda medaglia, "è quella di categoria" mi dice.
Sul momento non capisco anche perché c'è Gigi che aveva preceduto me e Sergio all'arrivo che mi si fa incontro, si inginocchia davanti a me e mi bacia la mano, "alzati Gigi cosa fai?" dico io "te lo meriti proprio" risponde e vedo che è più contento di me.
Si avvicinano anche Sergio e gli amici di Fusignano ed è festa grande, mi chiedono come è andata, si complimentano con me, si stupiscono tutti di come non abbia né una vescica ai piedi, ne un dolore da nessuna parte, e per la verità anch'io sono meravigliata dalle mie condizioni fisiche. Ritiro la borsa e mentre mi cambio la canottiera e la maglietta intrise letteralmente di sudore, Sergio va ad informarsi circa la classifica finale.
Ritorna raggiante e mi comunica che in questa ultramaratona, valida per il campionato Italiano, mi sono classificata tredicesima donna assoluta e seconda di categoria, "avranno sbagliato" dico, non è possibile che solo 12 donne in tutta Italia siano migliori di me! Però, nella seconda metà di gara sono stati pochissimi i concorrenti che mi hanno superato, e di donne.. nessuna.
Aveva ragione Vito quando mi aveva consigliato di partire adagiassimo perché altrimenti nel finale avrei pagato tutto a caro prezzo, ho fatto come diceva lui ed alla fine ho tenuto benissimo la posizione, anzi, a Brisighella ero 200 ma. ed al traguardo mi sono classificata 169ma. In 10 km ne ho passati 31 di concorrenti. "Se c'erano altri 50 km arrivavi prima" mi dice Sergio "non scherziamo" rispondo, è vero che sto bene ma sono anche stufa di correre eppoi sono molto contenta ed appagata di questo risultato.
Andiamo verso il luogo dove poter fare la doccia ed i massaggi mentre Sergio, Gigi e gli amici Romagnoli commentano ancora la gara, con il caldo, le salite, il buio, la gente che applaude, i rifornimenti perfetti, i concorrenti sul percorso, ma l'argomento più richiamato è il risultato: 13ma a 51 anni in 12 ore e 29 minuti.
Fatta la doccia, rivestitami con panni asciutti e fattami fare anche i salutari massaggi, salutiamo Gigi che va a raggiungere Stefano e Paolo che dormono nella palestra e con i nostri amici andiamo a casa loro a Fusignano per un meritato riposo di poche ore.
L'indomani mattina ritorniamo in Piazza del Popolo per assistere alle premiazioni e la classifica esposta conferma quanto gia sapevo ma che fino a quel momento mettevo in dubbio; Vedo salire sul podio le prime tre classificate, donne giovani e raggianti, hanno tutte circa 30 anni, ma vedo che fanno fatica a muoversi a causa di dolori ai muscoli delle gambe, faccio un esame su di me ed invece mi accorgo di non aver nulla fuori posto, proprio nulla tranne un piccolo fastidio all'unghia di un alluce.
Durante tutta la gara non ho sofferto di crampi, ne di vesciche ai piedi, ne di grossi dolori alla schiena od alle spalle, ed ora sto veramente bene dopo sole poche ore di riposo, vuol dire che la preparazione è stata perfetta ma anche che possiedo una struttura fisica abbastanza resistente.
In un attimo ripercorro con la mente la mia vita di attività sportiva in montagna, le lunghe gite sui sentieri di tutte le Alpi e non solo, la traversata a piedi della Corsica con tappe anche da 12 ore e lo zaino pesantissimo, le escursioni sulle Dolomiti e sul Monte Rosa e vedo come la "resistenza alla fatica" da sempre per me è una costante, io non faccio fatica a far fatica.
Controllo anche la classifica del "Trittico delle Ceramiche" e qui ho una graditissima sorpresa perché sono terza dietro la Costetti per me irraggiungibile e Valli a soli 2,08 minuti, devo però stare attenta alla Guidetti che, quarta è a soli 1,09 da me. Per la cronaca, Guidetti era una delle due che avevano tentato di farmi fuori al km 95 ma che ho stroncato con la mia resistenza.
Sono ora più gasata che mai, devo a tutti i costi fare il massimo per mantenere questa posizione, adesso però voglio correre per un po’ di tempo senza rispettare tempi e tabelle, chiederò a Stefano che ormai è il mio "personal trainer" di prepararmi un percorso di allenamento da attuare dal mese di Settembre, allenamenti che dovranno portarmi a percorrere velocemente (io che veloce non sono) la mezza di Faenza del 13 novembre e la Firenze Marathon del 27 novembre. So che posso farcela perché, adesso lo so per certo, Firenze mi porta davvero fortuna.

 

 


WebMaster
- Daniele Gherardelli-


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